Giuseppe Sbriglio

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DEGRADO DELLA ROUND BLUR

Oggi, 24 Ottobre 2014, in V Commissione Consiliare Permanente si è discusso della situazione di degrado che, ormai da troppo tempo, interessa la rotonda situata al capolinea Sud della Linea 4 GTT.
Di seguito il testo dell'interpellanza che ho presentato, per affrontare il tema con i colleghi Consiglieri:

Il sottoscritto Consigliere Comunale,

PREMESSO CHE

La Round Blur è un’installazione di arte contemporanea collocata all’interno rotonda di distribuzione del traffico che coincide con il capolinea sud della linea tranviaria n° 4, in corrispondenza di una delle aree periferiche oggetto di riqualificazione nella sfera delle politiche promosse dal Piano Urbano del Traffico del 2001.
L’installazione è l’opera vincitrice della sesta edizione (2002) del concorso "Torino incontra...L’arte. Una porta per Torino", promosso dall`Associazione Artegiovane Torino in collaborazione con Torino Incontra e nato con l’intenzione di promuovere la produzione di giovani artisti anche al di fuori dei circuiti artistici istituzionali.
L’ente promotore ha potuto realizzare l’opera grazie anche al patrocinio della Regione Piemonte, della Città di Torino e della Circoscrizione 10.
L’opera, progettata nel 2002 dallo Studio di architettura nicole_fvr / 2A+P, fu inaugurata il 5 luglio 2005.

PRESO ATTO CHE

Attualmente lo stato di conservazione dell’installazione è alquanto critico, a causa dell’insufficienza di interventi manutentivi adeguati e al fatto che, sebbene non sia nata come accessibile ai pedoni, essa viene quotidianamente attraversata da persone che percorrono appiedate il tratto tra il parcheggio a raso di Corso Unione Sovietica e il capolinea del tram n°4, recando danni alla pavimentazione e agli altri elementi che compongono l’opera.

INTERPELLA IL SINDACO E LA GIUNTA

Per conoscere gli esatti costi di realizzazione di questa installazione, in particolare quelli a carico del Comune di Torino e sapere a quanto ammontano le spese di gestione della stessa.
Per sapere inoltre quali interventi di manutenzione siano previsti per la Roud Blur e quali misure l’Amministrazione intenda adottare al fine di migliorare le condizioni ed assicurare la conservazione di questa e di molte altre opere di arte pubblica presenti su tutto il territorio urbano e attualmente in condizioni allarmanti, affinché il denaro investito nella loro realizzazione non vada disperso per noncuranza degli enti preposti alla tutela del patrimonio artistico locale.

 

Giuseppe Sbriglio

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ISTITUZIONE DI UN ALBO DEI DONATORI DI ORGANI E TESSUTI

Il Consiglio Comunale di Torino,

 

PREMESSO CHE


La donazione degli organi, oltre ad essere un atto di profonda civiltà, rappresenta anche l’opportunità, di trasformare un momento di sofferenza in un grande gesto di generosità.
Attualmente, è possibile dichiarare spontaneamente il proprio consenso o diniego all’espianto degli organi dopo la morte. Le modalità per manifestare la propria decisione sono diverse e vanno dalla registrazione della propria volontà presso l’ASL o il medico di famiglia, alla compilazione di tesserini predisposti dal Ministero della Salute o da alcune associazioni di categoria, ad una semplice dichiarazione sottoscritta.
Come stabilito dall’art. 3.8 della l. 26 febbraio 2009 n. 25 e dal successivo art. 43 del d.l. 21 giugno 2013 n. 69, anche le anagrafi dei Comuni possono annotare la dichiarazione di volontà sulla donazione degli organi dei cittadini, in fase di richiesta o rinnovo della carta d’identità.
Le dichiarazioni sono registrate nel Sistema Informativo Trapianti (SIT), data-base del Centro Nazionale Trapianti consultabile da tutti i medici, in caso di necessità.

 

PRESO ATTO CHE


Nonostante il tentativo delle recenti modifiche legislative di incrementare ed agevolare le modalità di manifestazione delle volontà del singolo, la mancanza di un vero e proprio registro pubblico dei donatori di organi fa sì che frequentemente, qualora la decisione sia stata comunicata alle Anagrafi, la sua individuazione risulti difficile per via di una serie di problemi di collegamento tra gli uffici comunali e il SIT.


CONSIDERATO CHE


La media italiana di donatori di organi supera di quasi il 25% quella degli altri Stati europei, posizionando il nostro paese tra i primi per numero di donazioni. Il numero dei potenziali donatori è in costante aumento, nonostante l’informazione su questo tema risulti talvolta lacunosa. Questi sono dati estremamente importanti, il cui peso non andrebbe sottovalutato, in quanto riflettono con evidenza l’interesse crescente di tutta la cittadinanza per un argomento di grande rilievo e delicatezza.


RILEVATO CHE


Il Comitato Esecutivo dell’Associazione l'Associazione Italiana Trapiantati di fegato (Aitf) ha recentemente formulato una deliberazione, approvata all'unanimità, per sollecitare una norma di legge che istituisca presso le anagrafi dei Comuni l'Albo dei Donatori.


IMPEGNA


il Sindaco affinché,
in forza del proprio ruolo di presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, sostenga e promuova presso le Istituzioni competenti l’elaborazione di una norma di legge che preveda la creazione di un Albo dei Donatori di organi nelle anagrafi dei Comuni, in modo tale da risolvere quei problemi che fino ad oggi hanno ostacolato il collegamento delle anagrafi con il Sistema Informativo Trapianti, garantendo così che venga assecondata la volontà di coloro che desiderano contribuire al bene della comunità.

 

Giuseppe Sbriglio

 

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COLLEGAMENTI CON L'AEROPORTO DI MALPENSA E CONCORRENZA NEL SETTORE DEI TRASPORTI

Il Consiglio Comunale,  

PREMESSO

-          che durante il periodo olimpico, Torino 2006, la città di Torino era collegata stabilmente con un treno Alta Velocità tra la stazione di Porta Susa e il Terminal Aeroportuale di Malpensa;

-          che il 13 marzo 2010 è stata inaugurata una stazione che connette direttamente il Terminal di Malpensa con la rete ad Alta Velocità nazionale;

-        che, secondo anche le ultime indicazioni nazionali ed europee, si dovranno liberalizzare sempre di più i servizi di trasporto pubblico e che saranno incentivate le Regioni che metteranno a gara tale servizio aprendolo ad altri concorrenti oltre a Trenitalia;

-          che è  operativa l’offerta di NTV, Nuovo Trasporto Viaggiatori S.p.A., in concorrenza diretta con Trenitalia sulla tratta dell’Alta Velocità passeggeri;

-          che la Città di Torino, unitamente alla Regione Piemonte, ha investito ingenti risorse per convincere alcune compagnie aeree ad avviare collegamenti tra Torino ed altre città europee;

RILEVATO

-          che attualmente l’aeroporto Sandro Pertini sta perdendo collegamenti aerei di importanti compagnie aeree, che si sono dimostrate fondamentali per lo sviluppo turistico degli ultimi anni della nostra Città;

-          che è tecnicamente già attuabile un collegamento stabile ferroviario tra il centro di Torino e l’aeroporto di Malpensa, il quale se effettuato con materiale ferroviario ad Alta Velocità potrebbe avvenire in 30 minuti, se invece con materiale rotabile ordinario in 45/50 minuti;

CONSTATATO

-          che attualmente all’aeroporto di Malpensa sono già disponibili le principali compagnie aeree low cost, unitamente a quelle di bandiera, e che vi sono numerosi collegamenti internazionali ed intercontinentali;

-          che i tempi di collegamento tra il centro di Torino e l’aeroporto Sandro Pertini superano mediamente i 30/40 minuti;

EVIDENZIATO

-          che a mezzo organi di Stampa il Sindaco Piero Fassino in data 27 agosto 2014 ha dichiarato che “la nostra città ha tutto da guadagnare dall’essere legata ad uno scalo intercontinentale”;

 

IMPEGNA

 La Giunta Comunale affinché:

  1. venga valutata la possibilità di avviare in tempi brevissimi un collegamento ferroviario stabile tra la stazione di Porta Susa e l’aeroporto di Malpensa avviando un progetto con tempi certi ed affidando tale responsabilità ad un esponente della Giunta Municipale;
  2. venga aperto alla concorrenza, coinvolgendo in un dialogo competitivo in particolare Trenitalia ed NTV ma anche compagnie ferroviarie straniere potenzialmente interessate,  il tratto di collegamento ferroviario tra Torino Porta Susa e Milano Malpensa;
  3. vengano destinate a tale progetto eventuali risorse attualmente impiegate per le campagne volte ad aprire nuove rotte o a mantenere rotte esistenti con compagnie di bandiera o low cost.

 

f.to Giuseppe Sbriglio

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POSSIAMO METTERE DA PARTE LE BANCHE

BARATTO E MONETA COMPLEMENTARE, COSI' LE PMI ESCONO DALLA CRISI

 

Negli ultimi anni le soluzioni e le proposte per uscire dalla crisi economica si sono sprecate: maggiore flessibilità del mercato del lavoro, privatizzazione dei beni pubblici e vendita delle partecipazioni statali, riduzione del cuneo fiscale, uscita dall’Euro… Tutte proposte che di volta in volta trovano l’opposizione della lobby di turno. Sarebbe molto più semplice utilizzare strumenti già ampiamente collaudati in diverse parti del mondo e sperimentati con ampio successo.

 I sistemi di Moneta Complementare sono un esempio di come aiutare con semplicità le imprese e gli esercizi commerciali, senza dover ricorrere ad alchimie o esercizi di ingegneria finanziaria particolari. Nel mondo sono più di 400.000 le aziende che aderiscono a sistemi di corporate barter, che solo nel 2013 hanno sviluppato transazioni per un valore di circa 12 miliardi di dollari1. Dati incredibili se si considera che alcune economie avanzate, Unione Europea in testa, e anche realtà emergenti, come la Turchia, manifestano tassi di crescita ancora poco rilevanti.

 I network più importanti sono a livello mondiale il MORE in USA, il ROCS in Inghilterra, il SEL e l’Occitan in Francia, l'RRS in Belgio, i WIR in Svizzera, i REL e i Berliner in Germania, il Patacòn in Argentina e l’EuroCredito in Italia.

 Ma in concreto cosa sono queste monete complementari? Sono essenzialmente lo strumento per regolare i rapporti nei sistemi di baratto tra aziende. Le imprese che aderiscono a questa particolare tipologia di business costituiscono un network e scambiano i loro beni e servizi, senza esborso di denaro contante: i soggetti che effettuano un acquisto contraggono dei debiti da compensare con i crediti che si accumulano vendendo ad altri membri del circuito; il tutto senza vincoli di tempo. Proprio questi debiti e crediti2 sono denominati in moneta complementare e non convertibili in denaro “tradizionale”.

Con questo sistema la moneta torna alla sua funzione originaria: un’unità di conto per agevolare le trattative commerciali, libera dai meccanismi inflattivi e speculativi esercitati dalle banche private e dalle banche centrali. Ciò non significa che le valute complementari siano destinate a sostituire in toto le monete ufficiali, imposte e contributi e salari restano voci di spesa non ancora integrate con i sistemi di corporate barter (anche se esperimenti di compensi corrisposti in EuroCrediti sono già stati collaudati con successo), esse sono di supporto soprattutto in quelle funzioni critiche che la crisi economica ha reso sempre più inefficienti: sostegno delle attività produttive tramite la facilitazione dell’accesso al credito e liquidità dei crediti commerciali.

 I vantaggi per le imprese che operano nei sistemi di barter trading sono molteplici:

-       Aumento delle vendite ed incremento del parco clienti

-       Maggiore liquidità di cassa risparmiata per gli acquisti di forniture aziendali

-       Azzeramento del rischio commerciale della vendita in quanto il pagamento è immediato e garantito: solo chi ha crediti può acquistare all’interno della rete

-       Migliore turn-over del magazzino limitando il fenomeno dell’obsolescenza dei prodotti

-       Riduzione delle esposizioni debitorie nei confronti degli istituti di credito, poiché gli investimenti e i costi potranno essere effettuati o attraverso il network o grazie al minor esborso di cash

-       Riduzione delle esposizioni verso i fornitori presenti nel circuito (l’integrazione della filiera è uno dei focus principali dei sistemi di barter)

-       Aumento della produttività. Si è stimato, infatti, che questo aumento, relazionato alla tipologia di azienda aderente, oscilli tra il 10% e 30% e questo mantenendo inalterata l'organizzazione e la struttura dei costi

-       La ricchezza prodotta alimenta un circolo virtuoso di consumi ed occupazione fortemente radicato sul territorio nazionale.

 I sistemi di moneta complementare inoltre si sono notevolmente evoluti negli ultimi anni, trasformandosi in piattaforme di e-commerce a 360°, con numerosi servizi ad alto valore aggiunto atti ad incrementare le transazioni, l’utilità degli scambi e il potenziale comunicativo degli associati.

 Ho avuto il piacere di conoscere sul mio territorio una realtà importante che opera in Piemonte dal 2009, la quale si è messa subito a disposizione della nostra associazione per uno scambio di sinergie e informazioni in un’ottica di collaborazione tra profit e non profit. La VisioTrade è riuscita a creare un network di oltre 2.500 imprese che coprono l’80% delle categorie merceologiche. In questo modo migliaia di aziende hanno sviluppato scambi commerciali per un controvalore di 78.370.000 euro, una sorta di micro PIL liberato grazie al baratto in versione 2.0.

E’ evidente che per i sistemi locali i vantaggi sono molteplici. Su tutti le ricadute occupazionali ed i rapporti sociali di prossimità, quest’ultimi difficilmente quantificabili in termini monetari, ma di sicuro altrettanto importanti.

Giuseppe Sbriglio

Avvocato Responsabile ADUSBEF per Torino e Provincia

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A PROPOSITO DELLO STADIO OLIMPICO

In merito alla vicenda canone Stadio Olimpico, vorrei chiarire la mia posizione non solo come Consigliere Comunale ma anche come tifoso granata ed ex Assessore allo Sport.

Sicuramente non è mia intenzione danneggiare il Torino FC, la mia sottoscrizione sul documento di revoca della concessione è dovuta a questo motivo: aver prorogato per due anni la concessione dello stadio a un prezzo basso è cosa grave non tanto per il fatto in sé, se provvisorio, quanto perché sullo Stadio Olimpico non c’è visione prospettica.

Due anni vuol dire non occuparsene e passare la palla alla prossima Amministrazione.

Quando ero Assessore ho dovuto rinnovare, in accordo con Cairo e il Sindaco, la concessione dello stadio con un’opzione: 150.000 euro se il Toro fosse rimasto in B e 250.000 se fosse passato in A, e avevo espresso al Torino l’intenzione di non farlo più, facendo presente che sul tema si sarebbe dovuto porre in essere un progetto duraturo.

Dopo aver fatto cancellare le ipoteche dal Filadelfia, avevo quindi subito dato mandato all’Avvocatura del Comune per procedere con la cancellazione delle ipoteche sull’Olimpico.

La nuova Giunta Comunale si è insediata e, in tre anni e mezzo, ho presentato innumerevoli interpellanze sulla vicenda ipoteche, senza avere mai risposta, prendendo atto che sull’argomento nessuno si interessava.

Circa un anno fa l’Avvocatura ha ammesso in Commissione di non aver riavuto dalla nuova Giunta il mandato per procedere alla cancellazione delle ipoteche.

L’unico atto prospettato è stata una variante al Piano Regolatore (Combi-Marchi), che renderebbe ancora meno appetibile per Cairo l’acquisizione dello Stadio, allontanando il Torino da un possibile acquisto dell’Olimpico.

La mia firma serve per riportare in Consiglio Comunale una discussione che possa far avvicinare l’attuazione della mozione d’indirizzo “due squadre due stadi”.

 

Giuseppe Sbriglio

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LE BANCHE APPLICANO INTERESSI ELEVATI. CHE FARE

11/10/2017
V'è da un lato la possibilità di veder abbattere la posizionedebitoria nei confronti di una Banca, dall'altro l'opportunità per leaziende e i privati di recuperare gli interessi non dovuti, pagati ericapitalizzati fino ad oggi, se il conto è ancoraattivo, o fino alla data di chiusura del conto se non avvenuta a oltredieci anni di distanza.In...
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