Giuseppe Sbriglio

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News

Laboratorio Torino: per far ripartire l’etica della Buona Amministrazione.

Gli scandali e il conseguente sentimento di antipolitica, oltre che a generare una  crescente sfiducia nella classe politica in generale, rischiano di portarci ad una situazione di non ritorno.

Forse dovremmo ripartire innanzi tutto dall’educare i cittadini di domani ad avere una coscienza politica attraverso l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole, trasformandola da materia di minore importanza a insegnamento principale, poi dovremmo avere ben chiaro che non esiste solo il principio di legalità, ma anche e soprattutto il principio di giustizia.

Molte richieste partono da violazioni di legge, ma poi allargano il clamore dell’opinione pubblica su comportamenti ingiusti ed eticamente riprovevoli che portano, nell’immediato, a prendere provvedimenti che risultano però essere spesso tardivi rispetto a situazioni che non sono solo degenerate, ma sono anche difficilmente rimediabili.

Per questo, invece di vivere alla giornata, aspettando o sperando che non capiti qualche altra inchiesta o qualche CD anomalo, iniziamo a dare un segnale forte: può essere un codice etico o un organismo esterno indipendente di controllo, ma facciamolo subito, perché Torino sia prima Capitale Europea dell’Etica.

 

Giuseppe Sbriglio

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Le società di calcio non sono Enti Pubblici


Due squadre due stadi: con questo principio erano stati affidati i due impianti cittadini al Toro e alla Juve. Il Toro è poi fallito e la Città si è ripresa l’Olimpico, mentre la Juve ha portato avanti il suo progetto costruendo un proprio stadio. Partendo dallo Stadio, si è poi concesso tutto: la costruzione di un centro commerciale denominato Area 12 e aree immense che verranno utilizzate per edificare la sede della società, campi da calcio etc…

Ottima intuizione, perché crea le condizioni per investimenti e riqualificazione di aree, ma mi pongo alcuni quesiti: quando il Toro si sveglierà dal torpore dovremo cedergli l’intera circoscrizione 2, magari affidandogli pure il parco Rignon e la cascina Giaione?

Mi chiedo, inoltre, fino a che punto questo principio possa arrivare ad estendere un’ alienazione di un diritto di superficie al punto di eliminare un sito già aggiudicato ad un privato con gara pubblica. Prevale l’affidamento diretto su una gara già aggiudicata?.

Abbiamo forse creato un nuovo istituto giuridico chiamato “espropriazione per pubblica necessità di una squadra di calcio”?. Come mai tutte queste pressioni per affidare alla Juventus F.C. aree costate alla città oltre cinque milioni?

In molti si pongono queste domande, ed in rappresentanza di coloro che vogliono delle risposte ho depositato una interpellanza.

 

Giuseppe Sbriglio

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La bella politica del buon esempio

Abbiamo appena approvato il bilancio del Comune di Torino. In questo difficile momento, il Paese così come la Città, stanno chiedendo ai cittadini grossi sacrifici: non sono più tempi di facili promesse, la politica deve concentrarsi a evitare il fallimento e, per il nostro Comune, questo si concretizza nel contenere il debito e mantenere gli standard qualitativi nei servizi essenziali e nella difesa del welfare. Una cosa manca sovente alla politica e a volte anche nella nostra realtà: il buon esempio. Anche se in alcuni casi il buon esempio non incide fortemente sui bilanci, aiuta a combattere la sfiducia nella politica. Un dipendente comunale, magari anche laureato, che guadagna poco più di 1000 euro al mese, come può fare con serenità il proprio lavoro se c'è chi guadagna quasi venti volte più di lui senza titolo, ma solo per aver fatto gavetta alla corte di un potente? Gli studenti del Politecnico o di Economia come possono comprendere che si viene nominati nelle aziende strategiche che dipendono dalla Città solo per logiche preistoriche? Non aspettiamo solo i decreti del governo o le sentenze della magistratura per cambiare le cose: diventiamo noi i primi artefici del cambiamento. Non sono grandi sogni ma fatti concreti e possibili affinché ci si possa svegliare un giorno con uno Stato che può volgere lo sguardo al futuro con speranza e con una Torino che non guarda solo al mondo ma è anche ammirata, con forte interesse, da tutti!.

Giuseppe Sbriglio

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Ennesima sentenza di merito favorevole ai docenti precari del comparto scuola!

Come è purtroppo noto nel mondo della scuola migliaia di docenti precari vengono di anno in anno assunti alle dipendenze del ministero con contratti a tempo determinato che generalmente hanno la stessa durata dell’anno scolastico (da settembre a giugno) frutto di una scelta programmatica dell’amministrazione in un’ottica contenitiva dei costi.

Il loro inquadramento, infatti, è assai differente da quello dei Colleghi a tempo indeterminato in quanto il sistema di reclutamento a termine esclude gli avanzamenti in carriera ed i conseguenti aumenti salariali.

Il Giudice del lavoro di Ivrea, con sentenza del giugno 2012, ha tuttavia riconosciuto e confermato il diritto dei docenti assunti con contratto a termine di vedere equiparata la propria posizione retributiva con quella dei colleghi assunti a tempo indeterminato.

Ciò in base a quanto previsto dalla direttiva 1999/70/CE del 28/06/1999 secondo la quale i lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato.

Ma non è tutto!

La lavoratrice precaria ha, altresì, ottenuto il riconoscimento degli scatti di anzianità previsti dal CCNL del comparto scuola per i docenti in ruolo!

Pertanto, il MIUR non solo è stato condannato al pagamento delle differenze retributive maturate per tutti gli anni di lavoro effettuati in virtù degli avanzamenti di carriera che avrebbe maturato (ivi comprese quelle relative al periodo estivo per i mesi di luglio ed agosto!!), ma anche a riconoscere l’avanzamento di grado della docente.

L’esito favorevole della pronuncia è stato dettato anche dal fatto che lo studio legale che ha offerto la propria assistenza legale, ha deciso di adottare una ben precisa linea difensiva.

In buona sostanza non è stata domandata la conversione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, come avvenuto in moltissimi ricorsi non accolti, in quanto non consentita dal nostro ordinamento, ma, piuttosto, la semplice equiparazione retributiva per gli anni pregressi.

Questa pronuncia fa ben sperare tutti i docenti sin ora assunti con contratti a termine che sebbene non godano di una stabilità e certezza lavorativa non subiscano altresì un pregiudizio di natura economica.


AVV. GIUSEPPE SBRIGLIO  Presidente Adusbef Torino Associazione dei Consumatori

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Intervento sul bilancio 2012


Giuseppe Sbriglio (IdV): Ci accingiamo a votare un documento fondamentale, asse e fulcro di questa maggioranza. Il primo bilancio di questa tornata consiliare ci vede alle prese con la difficile situazione economica mondiale, ed è un bilancio che dovrà preoccuparsi di ridurre il debito e continuare a garantire i servizi. La cruda realtà che stiamo attraversando va ben oltre la cinta daziaria, oltre i confini nazionali per poi ripercuotersi sul nostro territorio. Decisioni difficili ci aspettano nei prossimi mesi per tradurre nella pratica quello che questo bilancio ci indica: far quadrare i conti e cercare di mantenere i servizi che storicamente la nostra città ha garantito. La difesa del welfare prima di tutto.

Per questo voteremo responsabilmente le delibere sul Bilancio e sull’IMU anche se vorremmo fossero diverse. Colpire le tasche dei torinesi non è il nostro sport preferito. Le aliquote dell’IMU e la discussione sugli asset della città non sono il sogno della grande Torino. Il sogno della grande Torino è uscire da questa crisi con una città vivibile dove la gente lavora, paga le imposte che rimangono sul territorio per contribuire alla qualità dei servizi. Una città dove vale la pena far crescere i propri figli, dove un giorno potremo vedere i colori della pelle mischiarsi, avere un sindaco donna o magari con la pelle scura.

Credo infine che ci si offra una grande opportunità: i tempi di crisi portano spesso l’occasione per crescere. L’oculatezza nelle spese, i tagli delle spese inutili, la razionalizzazione delle risorse non devono rimanere una necessità del momento ma rimanere una scelta prioritaria anche quando i tempi torneranno migliori. E la politica deve dare l’esempio, solo così guadagneremo non solo il consenso ma, soprattutto, la fiducia dei nostri concittadini.

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LE BANCHE APPLICANO INTERESSI ELEVATI. CHE FARE

11/10/2017
V'è da un lato la possibilità di veder abbattere la posizionedebitoria nei confronti di una Banca, dall'altro l'opportunità per leaziende e i privati di recuperare gli interessi non dovuti, pagati ericapitalizzati fino ad oggi, se il conto è ancoraattivo, o fino alla data di chiusura del conto se non avvenuta a oltredieci anni di distanza.In...
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